L’edizione 2026 di SIGEP World, inaugurata alla Fiera di Rimini il 16 gennaio, si apre come un racconto corale che mette al centro la terra, il sapere artigiano e le nuove frontiere della responsabilità sociale. Oltre la superficie industriale, la fiera si trasforma in un laboratorio dove le materie prime ritrovano la propria voce, legando indissolubilmente il prodotto finito alle sue origini agricole.
Il cuore pulsante di questa narrazione è il Sustainability District. Qui, il legame tra chi coltiva e chi trasforma diventa tangibile grazie alla presenza di 21 cooperative provenienti dai Paesi produttori di cacao e caffè, come Uganda, Etiopia e Costa d’Avorio. In collaborazione con organizzazioni come l’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana) e l’ICE, la fiera accende i riflettori su modelli di business etici che garantiscono dignità ai produttori locali. Il percorso “Bean to Bar” incarna perfettamente questa filosofia: non solo una tecnica produttiva per il cioccolato, ma un atto di rispetto verso la materia prima che arriva intatta, nella sua identità originale, fino al laboratorio dell’artigiano.
Il legame tra terra e arte bianca trova la sua massima espressione nell’area dedicata alla panificazione e alla pizza, dove il ritorno alla purezza della materia prima è il filo conduttore. Protagonista assoluta è l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), che attraverso workshop e masterclass promuove la tutela del disciplinare come modello di sostenibilità culturale e gastronomica. Tra i padiglioni emerge una forte spinta verso l’utilizzo di farine da filiera certificata e grani coltivati localmente, con un’attenzione particolare alle varietà meno raffinate che preservano le proprietà organolettiche del chicco. Eventi come il focus sulla “Pizza Napoletana 100% Campana” e il confronto sulle nuove frontiere internazionali — con l’India ospite d’onore — testimoniano come il settore stia virando verso una qualità senza compromessi: non solo una questione di tecnica, ma una scelta di campo che valorizza i piccoli produttori e la biodiversità agricola, portando la filosofia del km 0 direttamente nel forno.
Anche il mondo del gelato artigianale si fa interprete del territorio. Tra le novità presentate nei padiglioni, emerge una forte spinta verso gusti “funzionali” e botanici, con un massiccio utilizzo di frutta fresca e secca che celebra le eccellenze italiane, dal pistacchio alle nocciole regionali. La Gelato World Cup, l’evento più atteso della manifestazione, mette alla prova 12 nazioni non solo sulla tecnica, ma sulla capacità di raccontare una cultura attraverso ingredienti naturali e autentici.
Infine, SIGEP 2026 esplora come l’alta hotellerie stia riscoprendo il valore del cibo come esperienza di accoglienza primaria. Il progetto Luxury Hotel Food Experience sottolinea come la colazione e la ristorazione d’autore siano ormai il biglietto da visita di una struttura: un momento in cui i prodotti artigianali del territorio diventano i veri protagonisti del soggiorno, trasformando un semplice pasto in un racconto di ospitalità italiana.